Alcuni nomi indimenticabili (nel bene e nel male) del calcio italiano….
di Mario Fioravanti
Ahn Jung Hwan
Attaccante della Corea del Sud, che in Italia, ha vestito la maglia del Perugia di Gaucci dal 2000 al 2002 (anno dei Mondiali), collezionando 30 presenze e segnando 5 reti.
Ahn sembrava dovesse diventare un fenomeno, tanto che alla sua presentazione esordì così :<<Vi dimostrerò che sono migliore di Nakata>>, anche il suo allenatore Serse Cosmi sembrava convinto delle doti della punta dagli occhi a mandorla. (continua…)
Dall’esonero di Ballardini,al reintegro in squadra di Ledesma
di Mario Fioravanti
Dopo la dura contestazione dei tifosi a Formello, che ha costretto il presidente Lotito al cambio di allenatore Ballardini-Reja,la Lazio scende in campo al Tardini di Parma con il modulo preferito dall’allenatore di Gorizia, il 3-5-2.
Genio e destrezza nell’arte pedatoria di Roberto Baggio
di Alessandro Lugli
Roberto Baggio ha rappresentato per un ventennio il calciatore più forte che l’ Italia calcistica abbia avuto. Baggio verrà ricordato per la sua classe, il suo sapere stare in campo, la sua riflessività. Che gli ha portato a realizzare gol impossibili ed entusiasmando anche chi non tifava per la squadra ove Baggio giocava. Baggio era il calcio italiano. E non solo. (continua…)
Airone del gol, tormentato però dagli infortuni, una vera icona del calcio mondiale
di Alessandro Lugli
Di Marco Van Basten tutti noi ricorderemo sempre la rete realizzata nella finale di Monaco del 1988, contro l’ Unione Sovietica. Un cross dalla sinistra sul quale l’airone olandese impattò con un destro al volo di rara precisione e classe. Se il gol di Maradona contro l’ Inghilterra a giusta ragione è stato considerato il gol del secolo, non possiamo non annoverare al secondo posto, quello di Van Basten appena descritto. (continua…)
di Domenico Durante
Volpi, lascia la Reggina dopo aver giocato per 816 minuti con 12 presenze.
Una storia avventurosa con finale tragico che il giornalista Matteo Marani ha tradotto in un libro bellissimo, toccante, coinvolgente.
E’ la vicenda di Arpàd Weisz, ungherese del 1896, giocatore danubiano di talento, “stella” di prima grandezza della Nazionale magiara e della squadra “Maccabi” di Brno composta tutta da giocatori di origine ebraica.
Dopo aver giocato contro l’Italia nel 1923, Arpàd Weisz, ala sinistra scattante e micidiale. Partecipa alle Olimpiadi di Parigi del 1924, ove a sorpresa l’Ungheria è eliminata dall’Egitto. Ma i nazionali magiari sono particolarmente appetiti dalle squadre italiane: vengono da noi Hirzer “la gazzella” alla Juventus, Molnar al Verona, Preuss al Mantova, Winkler al Modena, Powolny alla Reggiana, Rokker al Legnano, il portiere Feher al Novara. (continua…)
di Giacomo Moccetti
Ha detto basta. Christian Vieri, il signore del gol, ha chiuso con il calcio.
Dopo 194 reti in campionato tra serie A, serie B, Liga e Ligue 1, 42 tra coppe nazionali ed europee, 23 in nazionale e 11 con la maglia dell’under 21.
Senza tanti proclami l’ex centravanti nerazzurro ha annunciato che di voglia di rimettersi in gioco, a trentasei anni suonati, non ne ha più. (continua…)
Gateano Scirea, ricordato splendidamente a vent’anni dalla sua morte, il 3 settembre 1989.
Il servizio è del giornalista Federico Ferri, andato in onda sul canale 200 di SKY, SKY sport 24 (continua…)
Una gara si può ricordare anche per un solo gol, soprattutto se è un gol di addio, e che gol.
di Salvatore Sabato
Un autentico momento di tristezza, quello che si consuma al secondo minuto di recupero della gara di ritorno dei play-off di Champions fra Arsenal e Celtic di Glasgow, Mercoledì 26/08/2009: – la gara è prestigiosa, perché oltre che valevole per la qualificazione alla massima competizione, è una delle tante ‘Battles of Britain’; – il palcoscenico è imponente, l’ ‘Emirates Stadium’ (altrimenti noto come ‘Arsenal Stadium’) della capitale londinese, la città più grande d’Europa; – l’episodio in analisi è un gol, l’ultimo della gara, di una bellezza indefinibile, un sinistro al volo da posizione defilatissima; – l’autore è un giocatore italiano, Massimo Donati, centrocampista della formazione scozzese. (continua…)
Il nome gli ha segnato la carriera. Uno che si chiama Tarcisio Burgnich infatti non può che essere un arcigno difensore, uno di quei terzini che si francobollano al centravanti avversario e non lo lasciano respirare per novanta minuti. Un nome onomatopeico, quando lo pronunci ti immagini gli attaccanti che si spiaccicano contro, non per niente venne soprannominato “Roccia”. L’altro nomignolo che gli attribuirono fu “Ferro da stiro”, che rende l’idea di come trattava, sempre nel rispetto delle regole e con assoluta sportività sia chiaro, i malcapitati avversari. (continua…)