I bianconeri tornano a vincere dopo un mese di astinenza. Ispirato Giovinco, superlativo Buffon.
di Salvatore Sabato
Finalmente Juve!
I bianconeri soffrono più del dovuto contro i modesti israeliti, ma ritrovano una vittoria che ha un valore duplice:
- è la prima da un mese, dato che l’ultima era datata Sabato 19/09/2009, anticipo serale della 4^ giornata di campionato, 2-0 casalingo sul Livorno, reti di Iaquinta e Marchisio;
- è la prima vittoria in Champions League della gestione Ferrara, nonché la prima da allenatore nella massima competizione europea per il napoletano, nonché, ovviamente, la prima della formazione torinese in questo girone di Champions.
La gara non si era affatto messa bene per i bianconeri, che avevano addirittura rischiato di andare subito sotto, dopo appena due minuti, con la riproposizione di un duello che si era già visto nella terzultima gara del girone di qualificazione a South Africa 2010 della nazionale di Lippi, Georgia-Italia, allorquando il georgiano Dvalishvili si era visto respingere da Gigi Buffon un colpo di testa a botta sicura da posizione ravvicinatissima; il copione è quasi identico, con la differenza che, stavolta, il georgiano è in posizione regolare, ma non cambia la sostanza, con il portierone bianconero strepitoso a metterci la manona destra a togliere dalla porta un gol quasi certo. Sarà tuttavia l’unica occasione realmente pericolosa degli ospiti in tutto il primo tempo.
Il 4-2-3-1 di Ferrara, assoluta novità ancora in fase di sperimentazione, fatica ad ingranare, e sembra giovare solo all’ispiratissimo Giovinco, forse rassicurato dalla presenza al suo fianco del più blasonato ed esperto collega Diego.
I bianconeri provano a scuotersi, con Grosso che, dalla sinistra, serve in area Trezeguet, che manda di poco a lato un esterno destro al volo.
Lo stesso attaccante franco-argentino subisce una trattenuta forse in area di rigore, il direttore di gara Benquerença opta per una punizione, la calcia Grosso, potente ma centrale, respinge facile Davidovitch.
Se Giovinco è molto ispirato, non lo sembra altrettanto Diego, che riesce a mettersi in mostra solo con qualche calcio piazzato, senza creare particolari pericoli.
Il primo tempo non è molto vivace, i bianconeri esercitano un possesso palla massiccio ma sterile.
La ripresa inizia col botto; è il secondo minuto quando Giorgio ‘King Kong’ Chiellini capitalizza al meglio un calcio piazzato di Diego, con una sassata di testa che trafigge imparabilmente il portiere degli israeliti, è il vantaggio dei padroni di casa.
A questo punto, per i bianconeri inizia una fase di gestione del risultato, che avverrà in modo abbastanza agevole per gran parte del resto del match.
A rendere ancora più facile il compito dei bianconeri ci pensa il brasiliano Dutra, quello che può definirsi, a modo suo, un ‘killer della panchina’. Ma stavolta l’espressione non riguarda un giocatore che getti nella mischia e ti risolve le partite, da vero mattatore delle aree di rigore.
Il brasiliano rileva Refaelov al minuto 57, e si rende protagonista, appunto, di due interventi ‘killer’, prima sul brasiliano Felipe Melo (decente la sua prestazione), entrando nettamente a martello col piede destro sul sinistro del centrocampista bianconero, che si piega in modo pericoloso, con il sudamericano costretto ad abbandonare il terreno di gioco, claudicante ed in lacrime, sostituito da Poulsen, intervento, incredibilmente, non sanzionato in alcun modo da Benquerença;
poi sull’autore del gol partita Chiellini, scalciato nettamente sul piede destro in corsa, ma stavolta il direttore di gara portoghese sanziona il giocatore con il cartellino rosso, rimediando all’episodio precedente.
Ferrara inserisce poi Amauri al posto di Trezeguet, mantenendo il suo schema ad unica punta.
La gara, che viaggia ormai su ritmi molto bassi, regala gli ultimi 3 episodi di un certo spessore negli ultimi 10 minuti:
- 82°, Buffon di nuovo superlativo su una conclusione del solito Dvalishvili;
- 84°, unica vera occasione da gol dei bianconeri della ripresa, palo di Camoranesi su ciabattata di destro a botta sicura;
- secondo dei tre minuti di recupero, sempre lui, Gianluigi Buffon, a salvare il risultato, provvidenziale sul sinistro di Ghadir da distanza ravvicinata.
Una vittoria che da respiro ai bianconeri, ma che, paradossalmente, ne evidenzia la mancanza di brillantezza, seppur mista ad una innata ‘capacità di soffrire’, prova ne sia il fatto che sia stato il loro immenso portierone a salvare da solo il risultato.
I bianconeri hanno sofferto tanto e creato ben poco nel 1° tempo, e si sono limitati ad amministrare il prezioso vantaggio per l’intera seconda frazione.
Nota molto positiva la prova di Giovinco, sembrato davvero il più propenso dei suoi ad adattarsi al modulo ad unica punta, e Ferrara dovrà lavorare molto sul dualismo della ‘formica atomica’ con Diego. L’onore delle armi spetta di diritto al Maccabi Haifa.
Per concludere, una piccola nota statistica: l’ultimo precedente casalingo fra i bianconeri e formazioni israelite risaliva a martedì 28/09/2004, 2^ giornata del girone C della fase a gironi della UEFA CHAMPIONS LEAGUE 2004/05, allorquando, nel vecchio ‘Delle Alpi’, i padroni di casa batterono un altro Maccabi, quello di Tel Aviv, con lo stesso risultato di questa gara, gol di Mauro German Camoranesi (ancora più curiosamente, anche allora i bianconeri avevano beccato nel girone il Bayern Monaco).
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